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Storia Bosnia Erzegovina

Durante i primi secoli dell'età cristiana, la fu parte dell'Impero Romano. Caduta Roma, la Bosnia venne contesa da Bisanzio e dai regni barbari occidentali.

Gli Slavi si insediarono nella regione nel VII secolo, ed i Regni di Croazia, Doclea e Rascia/Serbia e ducati di Zachumlia e Terbunia si divisero il controllo della Bosnia nel IX secolo. L'XI e il XII secolo videro la regione sotto il dominio del Regno di Ungheria-Croazia.

Il regno medioevale di Bosnia ottenne l'indipendenza attorno al 1200 e la mantenne fino al 1463, quando i Turchi Ottomani conquistarono la regione. Durante il dominio ottomano, molti bosniaci ed erzegovinesi abbandonarono i loro legami con la Cristianità in favore dell'Islam. La Bosnia fu sotto il controllo Ottomano fino al 1878, quando venne data in amministrazione all'Austria-Ungheria. Mentre coloro che abitavano in Bosnia furono dal 1908 ufficialmente all'interno dell'Impero Austro-Ungarico.

Gli Slavi del sud, in Serbia e altrove, iniziarono a richiedere uno stato slavo meridionale; la prima guerra mondiale iniziò quando un nazionalista serbo, Gavrilo Princip, assassinò l'Arciduca Francesco Ferdinando d'Asburgo a Sarajevo.

L'Austria-Ungheria dichiarò guerra alla Serbia dopo aver visto rifiutate le proprie richieste di partecipare alla ricerca e alla persecuzione delle organizzazioni terroristiche; la Russia si schierò a fianco della Serbia, mentre la Germania si schierò a fianco dell'Austria; ne scaturì la Prima Guerra Mondiale. L'Italia non rispettò la Triplice Alleanza ed entrò in guerra contro gli ex alleati e senza il voto del Parlamento, non interventista. Dopo la "Grande Guerra", la Bosnia divenne parte del Regno di Jugoslavia, solo per essere ceduta alla Croazia controllata da un governo fantoccio nazista durante la seconda guerra mondiale.

La Guerra Fredda vide l'istituzione della Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia, guidata da Tito, ed il ristabilimento della Bosnia, come repubblica, con i suoi confini medioevali. Durante questo periodo di regime socialista le diverse etnie furono soggette al governo centrale. Dopo la morte di Tito, Milošević e le forze serbe espansioniste presero il potere in Serbia ed emersero in modo esplosivo le diverse istanze nazionaliste - serbe, croate e "musulmane" (in seguito chiamate "bosniache").

Nel 1991 i serbi iniziarono a formare alcune "regioni autonome", definendo i confini senza consultare le altre nazionalità (croati e "musulmani"-bosniaci), come avevano fatto in Croazia pochi mesi prima. Vedendo che cosa stava accadendo, e per evitare il destino della Croazia, occupata in parte dai serbi ribelli e dalle forze armate jugoslave controllate dai serbi, il presidio di Bosnia e Erzegovina organizzò un referendum sulla questione della sovranità.

La dichiarazione di sovranità bosniaco-erzegovinese, il 15 ottobre del 1991, venne seguita da un referendum per l'Indipendenza dalla Jugoslavia nel febbraio del 1992; in essa confluivano i gruppi etnici bosniaci-musulmani e croati.

I serbi, appoggiati dalla confinante Serbia, risposero con un attacco armato, con l'obiettivo di prendere il controllo di tutta la Bosnia-Erzegovina e di unificare le aree controllate dai serbi con lo stato serbo (nei primi mesi di guerra i serbi chiamarono questa repubblica "Repubblica serba di Bosnia-Erzegovina" ("Srpska Republika BiH"). I croati di Bosnia organizzarono con l'aiuto della Croazia (che già era sotto attacco dalla Serbia) la difesa della Bosnia-Erzegovina.

I croati di Bosnia ed Erzegovina erano meglio organizzati dei bosniaci-musulmani, che in un primo tempo pensarono di poter mantenere buone relazioni con i serbi (vedi il trattato serbo-musulmano di agosto 1991, sottoscritto dall'Adil Zulfikarpašić) ed organizzarono per primi la resistenza armata per salvare la repubblica di Bosnia-Erzegovina.

Nel 1993 esplose una breve ma molto violenta guerra tra alcune fazioni croate di Bosnia-Erzegovina e alcune fazioni bosniaco-musulmane. Secondo alcuni questa guerra fu fomentata dai servizi segreti per dividere i due potenziali alleati e dare respiro ai serbi. Nel marzo 1994 bosniaci e croati ridussero il numero di fazioni in lotta da tre a due, firmando un accordo e creando la Federazione di Bosnia ed Erzegovina.

La vittoria delle forze armate croate nella liberazione della Croazia e l'entrata delle forze armate croate in Bosnia-Erzegovina accelerarono la fine del conflitto. L'intervento della NATO, sostenuto dal Presidente degli USA Bill Clinton, superò le resistenze di parte della comunità internazionale e portò alla fine del conflitto.

Il 21 novembre 1995, a Dayton (Ohio), le parti belligeranti firmarono un accordo di pace che portò alla fine dei tre anni di guerra interetnica (l'accordo finale venne firmato a Parigi il 14 dicembre 1995). L'Accordo di Dayton divide la Bosnia-Erzegovina in maniera grossomodo uguale tra la Federazione di Bosnia ed Erzegovina e la Repubblica Serba.

La Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia era uno dei 51 stati membri che nel 1945 diedero vita all'ONU. Con l'Indipendenza, la Bosnia Erzegovina vi aderisce come Stato membro nel 1992.

Secondo il censimento del 1991, la Bosnia ed Erzegovina è per il 44% etnicamente bosniaco-musulmana (all'epoca dichiarati musulmani, successivamente per indicare i cittadini bosniaci di religione islamica è stato coniato il termine bosgnacchi), per il 31% serba e per il restante 17% croata, con il 6% delle persone che si dichiarano jugoslave, queste comprendono le persone provenienti da matrimoni misti così come alcuni irriducibili "patrioti" jugoslavi. Esiste anche una forte correlazione tra identità etnica e religione; l'88% dei croati è cattolico, il 90% dei bosgnacchi pratica l'Islam, e il 99% dei serbi sono ortodossi.

Dopo la guerra non è stato più eseguito un censimento ufficiale, esistono solamente stime. Secondo i dati del 2006 del CIA World Factbook, la Bosnia-Erzegovina è etnicamente al 48% bosniaca (bosgnacca), 37,1% serba, 14,3% croata, 0,6% altro (compresi i pochissimi italiani).

Bandiera Bosnia Erzegovina

Bosnia Erzegovina

  • Superficie: 4498976
  • Capitale: Sarajevo
  • Lingua: Bosniaco, Serbo e Cr
  • Ordinamento: Repubblica federale
  • Prefisso telefonico: Bosnia Erzegovina
  • Targa: BIH
  • Moneta: Marco bosniaco

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